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INTERVISTA A PAOLO LIMOLI

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INTERVISTA a Paolo Limoli

Si definisce semplicemente “Graphic Designer”, ma Paolo Limoli è molto di più di un semplice “tecnico dell’arte grafica”: lui oltre ad essere abile tastierista, compositore, fotografo, sportivo, è un artigiano che trasforma la carta in opere tridimensionali, dove i protagonisti sono la carta e la manualità.

Ogni opera che realizza Paolo Limoli è realizzata completamente a mano. Un risultato unico ed inimitabile, esito complesso di disegni, prove, calcoli, prototipi e assemblaggi.

Graphic Designer solamente da 38 anni…

Ho cominciato nel 1978: nonostante gli studi scientifici sapevo che il disegno era la mia dimensione. Così, dopo la maturità e tante porte chiuse, ho avuto la fortuna di essere accolto nella “scuderia” di Giancarlo Alesiani, creativo pubblicitario per Bmw, Coin, Marzotto (Ricordate la famosa campagna pubblicitaria “Scusate, abitualmente vesto Marzotto!”? ndr).
Lui mi ha fatto crescere e insegnato ad esprimere la mia creatività semplicemente con carta e matita. Allora avevo affinato una tecnica particolare: utilizzando solamente matite colorate, i disegni che realizzavo sembravano creati con un aerografo.

Possiamo definirti un artigiano della carta?

Io ho iniziato a lavorare nella grafica quando tutto era ancora manuale: carta, matita, compasso, curvilineo, e soprattutto con un approccio ben diverso: dovevi sapere già prima cosa volevi fare, e avere le idee ben chiare! Questo voleva dire armarsi di precisione e disciplina perché non c’era margine per l’errore: uno sbaglio e butti via tutto il tuo lavoro.

A proposito: carta e matita o tecnologia digitale?

Disegno con le matite perché amo sentire fisicamente l’incisione e il contatto con la carta, e questo mi permette di esprimermi senza freni. La tecnologia è solo un mezzo, un potente strumento per realizzare un prodotto, ma non sostituisce la creatività. Lo usi quando hai già sviluppato la tua idea. Oggi l’impossibile è solo il tuo limite creativo

Cosa ti ha portato a realizzare queste mostre?

Ho sempre creduto a certi valori come il rispetto, la fiducia, la buona comunicazione, l’impegno, il senso di responsabilità e spesso succede che la propria creatività non sempre è espressa al meglio nella propria attività, ma legata a vincoli professionali. Ecco, io ho sentito l’esigenza di mettermi alla prova con qualcosa che non avesse nessun tipo di limitazione, ma legato al mio primo amore: la carta. E credo che questo sia un veicolo perfetto per condividere e diffondere con gli altri i valori in cui ho sempre creduto.

Una vita vissuta con emozione. Cos’è la musica per te?

E’ la mia grande passione (da decenni è tastierista e compositore, ndr). Ogni momento della mia vita è stato scandito, o meglio accompagnato dalla musica visto che per me è molto più di una fonte di ispirazione, è come l’ossigeno, è la mia energia.

Un’energia che ispira anche le tue mostre?

Esattamente. Per questa mostra ho tratto ispirazione da un gruppo progressive rock britannico, i Big Big Train. Ogni opera riporta infatti il titolo di uno dei loro brani, celebrando così un’UNIONE artistica tra sound, grafica ed emozione.

Come si chiama la mostra?

Il nome della mostra è BIG BIG PAPER. Oltre ad essere un tributo alla band, è anche una “elevazione” del valore della carta, nobilitandola e donandole spessore, quasi a suggerire di scalfire la superficie e andare oltre, in profondità.