Una serata dedicata all’illustrazione, frizzante e ricca di spunti

Professione (Passione) Illustratore si è rivelato un incontro davvero frizzante. Un dialogo a più voci che ci ha dato molte soddisfazioni. Vogliamo, quindi, ringraziare il numeroso pubblico, che ha partecipato e interagito con i nostri ospiti. Un grazie speciale poi, proprio a quest’ultimi, che ci hanno portato le proprie esperienze nel mondo dell’illustrazione, parlando del ruolo dei social; delle scuole di formazione e del passato da conoscere; dell’importanza di lavorare sul contenuto e a contatto con i fruitori e committenti. Una citazione meritano Cinnamomo, che ha allietato la serata con i suoi ineguagliabili pasticcini, tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione e alla riuscita dell’evento. Infine un grazie a Tipografia Unione, che dà la possibilità di proporre questo tipo di iniziative, volte a riscoprire le sfaccettature del mondo della stampa e della carta, guardando anche su quello che ci riserverà il futuro. La nostra cartella tornerà a riempirsi!

L’illustratore 2.0

Se c’è una cosa che abbiamo compreso giovedì 6 giugno con Professione (Passione) Illustratore è che l’illustrazione è una forma d’arte a tutto tondo. Fare l’illustratore oggi significa non solo padroneggiare la tecnica, ma anche conoscere il mercato, la storia di questa forma artistica, i nuovi mezzi di comunicazione. Il tutto coltivando il rapporto diretto con fruitori, committenti e studiosi a vario titolo (per semplice interesse o perché desideroso a propria volta di diventare illustratori professionisti). Ecco perché, dedichiamo qui un po’ di spazio a ciascuno degli ospiti, con i quali si sono aperti numerosi filoni interessanti da approfondire, per continuare ad arricchire la nostra cartella! In questo modo speriamo di lasciare una traccia utile di quanto detto durante la serata e degli spunti, per i futuri appuntamenti di Unione Collector.

Francesco Poroli

Pittore, illustratore, art director nonché presidente di Illustri, con alle spalle un bagaglio importante di esperienze formative e lavorative, Francesco Poroli è stato un mediatore davvero fantastico. A lui il merito di aver reso la serata vivace e accattivante. Inoltre, ha dato spazio a tutti i relatori, rivolgendo domande significative e stimolanti anche per il pubblico. Dell’evento ha detto:

«Sono rimasto molto contento di com’è andata la serata, perché si sono aperti davvero tanti possibili filoni di approfondimento e discussione. Inoltre, il pubblico è stato attento e partecipe, dimostrando che c’è interesse verso questo tipo di proposte. Spero di poter presto tornare ad organizzare qualcosa con Unione Collector.»

Il nostro non vuole essere un semplice augurio, ma una ferma volontà: a presto Francesco!!

Momusso

La giovane illustratrice Martina Momusso, in arte Momusso, ha catalizzato l’attenzione in particolare per aver toccato il tema del rapporto con i moderni strumenti di comunicazione. Inoltre, ha parlato del suo Vocabolario Sentimentale, un progetto che cerca di unire parola e illustrazione, vedendo coinvolti in prima persona le stesse persone (amici, conoscenti, follower) con cui si confronta Martina

«Il mio profilo Instagram ormai è il mio portfolio, un luogo non fisico dove mi esprimo raccontando parte della mia storia, non tutta ovviamente (dice sorridendo). Su Instagram mi confronto costantemente con le persone che lasciano un commento o che mi scrivono in privato. In un certo senso la mia esperienza è all’inverso rispetto ad altri illustratori: le persone vedono le mie creazioni su Instagram e, dopo, mi contattano per commissionarmi i lavori.

Quando realizzo qualcosa e la pubblico non la sento più solo mia, ma di tutti. Mi piace, quindi, confrontarmi con le persone e condividere tutto ciò che faccio.»

«Vocabolario Sentimentale è nato dalla difficoltà che avevo ad esprimere alcune emozioni tramite le parole conosciute. Una difficoltà non solo mia e da cui ho dato forma a questa idea di unire parole differenti nella forma dell’illustrazione. Un esempio è l’illustrazione Amorancora, che vuole dare il senso di un’amore che dura, che è ancora vivo.»

«Non vedo l’errore come una critica o qualcosa di negativo, quanto piuttosto come dimostrazione che c’era un’altra strada da percorrere.»

Art Stories

Con Federica Pascotto e Giovanna Hirsch siamo entrati in un campo all’apparenza molto distante dall’illustrazione, ossia quello dello sviluppo di app. Inoltre, poiché Art Stories crea prodotti rivolti spesso esclusivamente ai più piccoli, ma che devono essere approvati dai genitori, con loro si sono toccate alcune questioni molto pratiche per ottenere dei buoni risultati.

«Lavoriamo sul concept, sull’illustrazione e il contenuto, ma poi sono i bambini a testare le nostre app e i nostri games. All’inizio di un progetto partiamo dai nostri figli, i nipoti e i figli degli amici, che provano le scritte, i pulsanti, le dinamiche… Nel nostro lavoro dobbiamo osservare e scrivere molto. In definitiva, la fase iniziale è fondamentale per capire se, per esempio, il gioco è troppo difficile e provoca frustrazione. Nella seconda fase aggiustiamo gli errori, perciò anche i feedback sugli app stores sono sempre interessantissimi e utili. Inoltre partecipiamo a fiere e collaboriamo con le scuole. A riguardo ci sono realtà più favorevoli e altre meno, ma è sempre una bella esperienza quella di vedfere i bambini giocare con le nostre app legate al mondo dell’arte. Un commento che ci è rimasto di un genitore è stato “Pazzesco, sa tutto degli Sforza”»

«Il legame con l’illustrazione nel nostro caso è complesso e frammentato, poiché il genitore sceglie cosa acquistare, ma è il bambino che gioca e per l’illustratore non è sempre facile mediare tra queste esigenze.»

«Un errore che abbiamo fatto agli inizi è stato quello di pensare che illustratore e sviluppatore potessero da subito lavorare insieme facilmente. In verità hanno un modo completamente diverso di approcciarsi ad uno stesso problema, che dipende molto anche dalla formazione di base, molto analitica per lo sviluppatore.»

Vittorio Bustaffa

Con il professor Vittorio Bustaffa della Scuola Internazionale di Comics di Padova abbiamo toccato ulteriori e inediti aspetti. Con lui si è andati davvero affondo, guardando anche al passato, al ruolo dei docenti, alle richieste e ai bisogni degli illustratori in erba. Tra i vari punti, uno in particolare si riallaccia a quanto detto da Francesco Poroli nell’intervista che gli abbiamo fatto proprio in preparazione all’evento: l’illustratore deve saper essere anche imprenditore.

«La scuola innanzitutto deve proporre orientamenti, perché chi arriva da noi al termine del percorso di studi superiori, spesso viene apposta per capire quale strada intraprendere. Ci sono ragazzi già con le idee piuttosto chiare, ma la maggior parte non sa proprio su cosa specializzarsi.

Nella nostra Scuola dobbiamo certo dare strumenti tecnici, ma non basta essere buoni illustratori. Oggi i ragazzi che si affacciano a questo mondo devono capire, che bisogna essere anche imprenditori di sé stessi. In altre parole essi devono conoscere il settore in cui operare, saper utilizzare i social, il marketing e seguire le parti burocratiche.»

«Cerchiamo di trasmettere una visione umanistica. Le lezioni sono volte a far capire il perché di alcune cose, perché si fanno delle scelte come nel caso di un artista del calibro di Caravaggio. L’educazione e la formazione devono partire dalla coscienza della tradizione, poiché il problema è il senso delle cose; tornare a una ricerca di senso. Questa ricerca permette di unire gli intenti, dà relazione.»

«L’errore per me porta sempre a imparare qualcosa di nuovo. Tradotto nell’ambito della Scuola di Comics, ci porta ogni anno a cambiare qualcosa nella proposta, proprio alla luce degli aspetti citati prima.»

Dal pubblico ulteriori spunti di riflessione

Riguardo quanto detto da Vittorio Bustaffa, una persona tra il pubblico ha parlato della propria esperienza personale, sottolineando la necessità di focalizzarsi in un ambito preciso, per non rischiare di disperdersi. Da qui è sorto un interessante dibattito con i relatori, sulla mediazione tra il rischio di diventare “tuttologi” e la necessità di aprirsi a nuove sfide, pur alla portata dei propri mezzi espressivi.

Insomma, anche giovedì 6 giugno 2019 abbiamo arricchito tantissimo la nostra cartella. Resta però, ancora tanto spazio e continuate a seguire Unione Collector nei vari canali o iscrivendovi alla newsletter!!